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ISO 9001:2015/Amd 1:2024 – come il cambiamento climatico è entrato nel SGQ

È passato ormai un anno dalla pubblicazione dell’emendamento ISO 9001:2015/Amd 1:2024, che ha integrato ufficialmente il cambiamento climatico tra gli aspetti da considerare all’interno dei Sistemi di Gestione per la Qualità (SGQ).

Questo aggiornamento, apparentemente “soft” nei contenuti, rappresenta un passo importante verso una gestione della qualità più consapevole e integrata con le sfide ambientali contemporanee.

Con l’approssimarsi delle attività annuali di audit, sorveglianza e controllo da parte degli Organismi Notificati , diventa cruciale per le organizzazioni dimostrare l’applicazione effettiva dell’emendamento. Non si tratta solo di una formalità: è necessario dare evidenza concreta del fatto che il cambiamento climatico sia stato valutato e, se rilevante, integrato nei processi del SGQ.

Analizziamo nel dettaglio le modifiche introdotte dall’emendamento, le loro implicazioni pratiche e soprattutto le attività da portare avanti a livello operativo per assicurare la conformità durante le verifiche ispettive, migliorando al contempo le capacità dell’organizzazione.

La norma ISO 9001:2015 è da anni lo standard di riferimento per i SGQ, adottato da migliaia di organizzazioni in tutto il mondo per garantire la qualità dei prodotti e dei servizi offerti. Con l’introduzione dell’emendamento ISO 9001:2015/Amd 1:2024, pubblicato a febbraio 2024, entra ufficialmente nel lessico gestionale della qualità anche il cambiamento climatico, come fattore da tenere in considerazione nella valutazione del contesto e delle esigenze delle parti interessate.

Le modifiche principali introdotte dall’emendamento

Le integrazioni riguardano due punti chiave della norma:

  • Paragrafo 4.1 – Comprendere l’organizzazione e il suo contesto: ora si specifica che l’organizzazione deve determinare se il cambiamento climatico è una questione rilevante per il suo scopo e per la sua capacità di conseguire i risultati attesi del SGQ.
  • Paragrafo 4.2 – Comprendere le esigenze e le aspettative delle parti interessate: viene riconosciuto che le parti interessate potrebbero avere requisiti legati al cambiamento climatico, e tali aspetti devono essere considerati nel SGQ.
Come dimostrare la conformità: attività operative da implementare

L’emendamento non introduce requisiti “nuovi” in senso formale (non cambia la struttura della norma), ma implica la necessità di trattare il cambiamento climatico come potenziale fattore di impatto sul sistema qualità.

Ecco un approfondimento con un suggerimento su attività operative concrete da sviluppare per essere conformi:

1. Analisi del contesto ampliata

Revisione dell’analisi SWOT o PESTEL: includere tra i fattori esterni anche gli impatti (fisici, normativi, reputazionali) del cambiamento climatico. Ad esempio:

  • Rischi legati a eventi climatici estremi (interruzioni logistiche, danni alle infrastrutture)
  • Opportunità collegate alla transizione ecologica (eco-innovazione, nuovi mercati “verdi”)

Evidenza: inserire tali aspetti nei report di Riesame del contesto, nell’analisi dei rischi dei processi e\o nel Manuale della Qualità.

2. Mappatura delle parti interessate e delle loro aspettative ambientali

Aggiornare l’elenco delle parti interessate (clienti, enti normativi, comunità locali, investitori) includendo eventuali esigenze relative alla sostenibilità climatica.

Monitorare le politiche ESG (Environmental, Social and Governance) dei clienti o bandi pubblici con requisiti ambientali. Questo può influenzare direttamente le aspettative di conformità.


Evidenza: inserire i requisiti delle parti interessate in una matrice delle aspettative o in una scheda di valutazione delle esigenze.

3. Gestione del rischio climatico integrata nel SGQ

Integrare rischi e opportunità climatici nel processo di risk-based thinking già previsto dalla norma. Esempi:

  • Rischio: interruzione delle forniture a causa di eventi climatici estremi.
  • Opportunità: sviluppo di prodotti o processi più resilienti e sostenibili.

Evidenza: aggiornamento del registro dei rischi, piani d’azione associati, indicatori di performance ambientale.

4. Formazione e sensibilizzazione

Coinvolgere i team nei processi di analisi, brainstorming e valutazione ed organizzare attività formative per il personale su:

  • Effetti del cambiamento climatico sul settore di appartenenza
  • Rilevanza del tema per il SGQ

Evidenza: registri delle formazioni, slide, questionari, verbali.

5. Adeguamento degli obiettivi e dei KPI del SGQ

Considerare l’inserimento di obiettivi misurabili legati alla resilienza climatica:

  • Riduzione dei consumi energetici o delle emissioni
  • Uso di materiali più sostenibili nei processi

Monitorare i KPI ambientali collegati alla qualità (es. scarti dovuti a eventi meteo, tempi di consegna impattati da emergenze climatiche).


Evidenza: inserire le informazioni tra gli Obiettivi della Qualità

6. Riesame della Direzione e miglioramento continuo

Assicurarsi che nel riesame periodico del SGQ, la Direzione discuta esplicitamente anche i rischi/opportunità derivanti dal cambiamento climatico.

Verificare che le eventuali azioni correttive o preventive includano iniziative di adattamento climatico o mitigazione.


Evidenza: affrontare la tematica a livello di Riesame della Direzone.

Conclusione

L’emendamento 2024 alla ISO 9001:2015 non stravolge la struttura del sistema qualità, ma introduce un cambio di mentalità fondamentale: il cambiamento climatico è ora una variabile da considerare nella qualità, al pari di un fornitore critico o di una modifica di processo.

Per dimostrare conformità, non è sufficiente dichiarare di “aver considerato” il cambiamento climatico: è necessario documentare analisi, decisioni, piani e indicatori che mostrino come l’organizzazione intende affrontare questa sfida globale anche nel contesto della qualità.

In sintesi, il SGQ diventa sempre più integrato, non solo con i sistemi ambientali (ISO 14001), ma anche con una visione più ampia di sostenibilità e resilienza. Un’opportunità per rafforzare non solo la conformità, ma anche la reputazione e la competitività dell’organizzazione.


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